Installation views

Images

Press release

MARKUS RAETZ
14 March - 11 May

We are delighted to announce a solo exhibition by Markus Raetz presenting recent sculptures, mobiles and engravings.

For more than 30 years Markus Raetz has reflected about the language of art as a form of visual communication by means of poetic and essential images. The mechanisms of representation on one hand, and the plurality of vision on the other, are the themes around which his artistic experience has evolved. In his sketch-books from the ‘60s and ‘70s, the artist sets out the foundations of his vision: the delicate, precise lines of the drawings form figures, landscapes and objects whose continual transformation makes us take part in the creative process and makes us conscious of the fluidity of images and points of view.

Over the years, the ideas and the themes contained in the drawings are turned into works and become installations, sculptures, and monumental works. Often made from natural, unusual or ephemeral materials, they preserve the lightness of the drawing and an awareness of being images and thus representation, game, thought. Examples of this are the eucalyptus leaves forming faces on a wall (1982), the twigs which, if viewed from a certain point in space, form the body of Eve (1983), and the granite marker stones scattered across a field that form a face when seen from a certain hill (1984).

Since the start of the 1990s Raetz has been working on a new cycle of sculptures, the Anamorphosis: iron or bronze fusions which have a different appearance according to the viewpoint from which we look at them. The movement of the viewer around the work enables to locate the point of view from which an apparently shapeless mass suddenly becomes a familiar object, such as a pipe, or the figure of Mickey Mouse, or even reveals different images: for example an upright head turns upside-down when viewd from a diffrent angle. In other cases the sculpture itself moves and transforms itself in front of our eyes.
Markus Raetz some times uses mirrors in his sculptures in order to show different views simultaneously, as for instance in the recent work ME WE: in the reflection the word ME becomes WE. The new sculpture Ring is a tribute to the Endless ribbon (1935), a sculpture by Max Bill inspired by the Moebius' ribbon, which has been a recurring figure in the artist's sketchbooks since the very beginning. The change from the second to the third dimension has been carried out. The Ring is represented in two different ways: as black patinated cast  brass sculpture and in an aquatinta etching.

Markus Raetz lives and works in Bern. Since 1966 he has exhibited extensively in galleries and museums. Solo shows have been staged by Kunsthaus in Zürich (1975), Amsterdam's Stedelijk Museum (1979), the New Museum in New York (1988), the Serpentine Gallery in London (1993), the Museum der Moderne in Salzburg (2006) and most recently at the Bibliothèque Nationale in Paris and MAMCO in Genève in 2011. A large retrospective of his drawings has been presented at Kunstmuseum Basel from November 2012 to February 2013.He represented Switzerland at the Venice Biennale in 1988 and took part to Documenta in Kassel in 1968, 1972 and 1982. His works are in the collections of MoMA in New York, the Tate Gallery in London, Centre Pompidou in Paris, the Museum of Modern Art in Frankfurt aswell as in the leading museums in Switzerland.

MARKUS RAETZ
14 Marzo - 11 Maggio

Siamo felici di annunciare una mostra personale di Markus Raetz in cui presenteremo nuove sculture, mobiles e incisioni.

L'artista svizzero, nato a Berna nel 1941, riflette sul linguaggio dell'arte in quanto percezione visiva con immagini essenziali e poetiche. I meccanismi della rappresentazione e la pluralità della visione sono i temi attorno ai quali si snoda il suo percorso artistico. Nei taccuini degli anni Sessanta e Settanta l'artista traccia le basi della sua visione: le linee formano figure, paesaggi e oggetti, la cui continua trasformazione ci rende partecipi del processo creativo e consapevoli della fluidità delle immagini e dei punti di vista.

Nel corso degli anni, le idee e le tematiche sviluppate nei disegni vengono trasformate in opere e diventano installazioni, sculture, opere monumentali. Realizzate con materiali naturali, inconsueti o effimeri, conservano la leggerezza del disegno e la consapevolezza di essere immagini e quindi rappresentazione, gioco, pensiero. Ne sono esempi le foglie di eucalipto che compongono volti sulle pareti (1982); i rametti che, se guardati da un determinato punto di vista, modellano il torso di Eva (1983); le stele di granito sparse su un prato, che, viste da una vicina collina, compongono un volto (1984).

Dall'inizio degli anni Novanta Raetz lavora ad un nuovo ciclo di sculture, le Anamorfosi: fusioni in ferro o in bronzo che appaiono diverse a seconda del punto di vista dal quale le guardiamo. Il movimento dello spettatore intorno all'opera permette di individuare il punto di vista dal quale un'apparente massa informe diventa improvvisamente la rappresentazione di un oggetto familiare come una testa, una pipa o la sagoma di Topolino. In altri casi la scultura stessa è mobile e  si trasforma continuamente davanti ai nostri occhi.In alcuni casi l'artista utilizza uno specchio per poter mostrare due diversi punti di vista contemporaneamente, come per esempio nel suo lavoro recente ME WE: nello specchio la parola ME diviene WE ed entrambe sono visibili contemporaneamente. La nuova scultura Ring è invece un omaggio all' Endless Ribbon (1935) di Max Bill ispirata al nastro di Moebius, elemento ricorrente fin dai primi sketchbooks di Markus Raetz.

Markus Raetz vive e lavora a Berna. Dal 1966 ad oggi ha esposto in numerose gallerie e musei, tra gli altri al Kunsthaus di Zurigo (1975), allo Stedelijk Museum di Amsterdam (1979), al New Museum di New York (1988), alla Serpentine Gallery di Londra (1993) e al Museum der Moderne di Salisburgo (2006); più recentemente nel 2011 alla Bibliothèque Nationale di Parigi e al MAMCO di Ginevra. Dal novembre 2012 a metà febbraio 2013 il Kunstmuseum Basel ha presentato una grande retrospettiva di suoi disegni. Markus Raetz ha rappresentato la Svizzera alla Biennale di Venezia nel 1988 e partecipato a Documenta a Kassel nel 1968, nel 1972 e nel 1982. Le sue opere si trovano nelle collezioni del MoMa di New York, della Tate Gallery di Londra, del Centre Pompidou di Parigi, del Museo d'Arte Moderna di Francoforte e dei maggiori musei svizzeri.

Texts

Markus Raetz