Project Room:POLINA BARSKAYA

April 09 - May 12, 2026

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Project Room: POLINA BARSKAYA9 April – 12 May 2026 Monica De Cardenas is pleased to announce Polina Barskaya’s first solo exhibition in Milan. Born in Cherkasy, Ukraine, raised in Brooklyn, and currently based in Piemonte, Italy, Polina Barskaya’s painting practice stems from a personal photographic archive, built up over time as a tool for observation and reflection. The artist uses acrylic on panel with a controlled, layered application, alternating compact backgrounds with more vibrant passages that retain the atmospheric quality of natural light. The surfaces, although smooth, maintain an inner tension created by subtle chromatic variations and a careful orchestration of warm and cool tones. The works on view present domestic interiors captured in moments of suspension: seated or reclining figures, interrupted gestures, bodies naturally occupying space without theatricality. Her subjects – the artist herself, her husband, her daughter – inhabit everyday interiors composed of unmade beds, curtains crossed by morning light, and collected postures. In these intimate scenes, the ordinary is charged with a subtle and penetrating psychological tension. The construction of the image is calibrated through close-ups and perspective cuts that compress space, heightening the sense of proximity. Seemingly secondary elements – a fold in fabric, the geometry of a headboard – become formal devices that structure the composition and guide the viewer’s gaze. Barskaya’s practice engages in dialogue with the European Intimist tradition and with a strand of figurative painting attentive to the introspective dimension of portraiture. Her measured and silent compositions invite the viewer to physically approach the work, establishing a direct relationship with the subjects’ gazes: frank, sometimes questioning looks that seek neither approval nor complacency, but presence. The small scale of the works amplifies their emotional intensity, transforming the act of observation into a close and almost confidential experience. Without resorting to explicit narratives, Barskaya explores relational and identity dynamics within the family unit. The subjects are never idealized: their presence is concrete, autonomous, at times enigmatic. The artist avoids sentimental emphasis, favoring restraint that allows emotional complexity to emerge through minimal details – a tilt of the head, a distance between bodies, a light isolating a face from the rest of the environment. For the Project Room, the artist brings together a group of recent works that deepen the relationship between painting and photography as a process of translation: from captured image to constructed image, from private memory to public form. The exhibition unfolds as an intimate itinerary in which painting asserts itself as a space of concentration and attention, capable of restoring density and duration to otherwise ephemeral moments. Barskaya holds a BA from Hunter College and an MFA from Pratt Institute, New York. She has been awarded grants from the Elizabeth Greenshields Foundation and a painting fellowship from the New York Foundation for the Arts. Her work has been exhibited, among others, at Harkawik, New York; Kristin Hjellegjerde Gallery, West Palm Beach, London, and Copenhagen; Monya Rowe Gallery, New York; DC Moore Gallery, New York; Taymour Grahne Projects, London; Marianne Boesky Gallery, New York; and GNYP Gallery, Berlin.

Project Room: POLINA BARSKAYA9 aprile – 12 maggio 2026 Monica De Cardenas è lieta di annunciare la prima mostra a Milano di Polina Barskaya. Polina Barskaya (n. 1984, Cherkasy, Ucraina) realizza ritratti intimi, spesso di piccolo formato, dedicati alla sfera della vita domestica. Lavora in acrilico su tavola, partendo da fotografie che scatta personalmente, raffiguranti sè stessa, il marito Alexander e la loro figlia Maya. Nata in Ucraina, cresciuta a Brooklyn e oggi residente in Piemonte, Barskaya trasfigura l’ordinario spazio domestico – letti disfatti, la luce del mattino che filtra dalle tende, la postura assorta di un bambino su un divano – in composizioni raccolte e silenziose, di intensa densità psicologica. I suoi dipinti evocano la tradizione intimista di Édouard Vuillard e l’introspezione di Alice Neel. Di scala apparentemente misurata, queste opere avvicinano lo spettatore, invitandolo a confrontarsi con soggetti i cui sguardi, diretti e penetranti, sembrano interrogare chi osserva. La pratica di Barskaya si colloca in dialogo con la tradizione intimista europea e con una linea di pittura figurativa attenta alla dimensione introspettiva del ritratto. Le sue composizioni, raccolte e silenziose, invitano lo spettatore ad avvicinarsi fisicamente all’opera, instaurando un rapporto diretto con gli sguardi dei soggetti: sguardi franchi, talvolta interrogativi, che non cercano compiacimento ma presenza. La scala contenuta dei lavori amplifica l’intensità emotiva, trasformando l’atto dell’osservazione in un’esperienza ravvicinata e quasi confidenziale. L’artista utilizza l’acrilico su pannello con una stesura controllata e stratificata, che alterna campiture compatte a passaggi più vibranti, capaci di trattenere la qualità atmosferica della luce naturale. Le superfici conservano una tensione interna data da minime variazioni cromatiche e da un’attenta orchestrazione dei toni caldi e freddi.Le opere in mostra presentano interni domestici colti in momenti di sospensione: figure sedute o distese, gesti interrotti, corpi che occupano lo spazio con naturalezza ma senza teatralità. I suoi soggetti abitano interni quotidiani nei quali filtra la luce delle finestre. La costruzione dell’immagine è calibrata attraverso inquadrature ravvicinate e tagli prospettici che comprimono lo spazio, accentuando il senso di prossimità. Elementi apparentemente secondari – una piega del tessuto, la geometria di una testiera – diventano dispositivi formali che strutturano la composizione e guidano lo sguardo. I soggetti non sono mai idealizzati: la loro presenza è concreta, autonoma, talvolta enigmatica. L’artista evita ogni enfasi sentimentale, preferendo una misura che lascia emergere la complessità emotiva attraverso dettagli minimi – un’inclinazione del capo, una distanza tra i corpi, una luce che isola un volto dal resto dell’ambiente.Per la Project Room, l’artista riunisce un gruppo di lavori recenti che approfondiscono la relazione tra pittura e fotografia come processo di traduzione: dall’immagine catturata all’immagine costruita, dalla memoria privata alla forma pubblica. La mostra propone un percorso raccolto in cui la pittura si afferma come spazio di concentrazione e attenzione, capace di restituire densità e durata a momenti altrimenti effimeri.Barskaya (*1984) ha conseguito un BA presso Hunter College e un MFA al Pratt Institute, New York. Ha ricevuto riconoscimenti dalla Elizabeth Greenshields Foundation e una fellowship in pittura dalla New York Foundation for the Arts. Il suo lavoro è stato esposto, tra gli altri, presso Harkawik, New York; Kristin Hjellegjerde Gallery, West Palm Beach, Londra e Copenhagen; Monya Rowe Gallery, New York; DC Moore Gallery, New York; Taymour Grahne Projects, Londra; Marianne Boesky Gallery, New York, e GNYP Gallery, Berlino.