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Press release

THOMAS STRUTH
20 December 2008 - 14 February 2009

Monica De Cardenas Gallery in Zuoz is delighted to announce an exhibition by Thomas Struth, featuring recent large size photographs of jungles from the cycle "New Pictures from Paradise" taken in Peru and Hawaii.

Next to his well known Street and Museum Photographs, Thomas Struth has been taking pictures of forests in different parts of the world since 1998. By giving these images the title "New Pictures from Paradise" he has endowed them with a special meaning as pictures of nature before the Fall of Man. His attention focuses on wild nature, at the same time referencing and questioning representations of paradise throughout history and cultures.

Thomas Struth about these works in Artforum: "My approach to the jungle pictures might be said to be new, in that my initial impulses were pictorial and emotional, rather than theoretical. They are "unconscious places" and thus seem to follow my early city pictures. These images contain a wealth of delicately branched information, which makes it almost impossible, especially in large formats, to isolate single forms. One can spend a lot of time in front of these pictures and remain helpless in terms of knowing how to deal with them. There is no socio-cultural context to be read or discovered, unlike in the photographs of people in front of paintings in museums. Standing in front of the facade of the cathedral in Milan, one experiences oneself as a human being defined by specific social and historical conditions. The jungle pictures, on the other hand, emphasize the self. Because of their consistent "all over" nature, they could be understood as membranes for meditation. They present a kind of empty space: emptied to elicit a moment of stillness and internal dialogue. You have to be able to enjoy this silence in order to communicate with yourself—and eventually with others." In most of these photographs Struth doesn't allow our gaze to penetrate the depth of the image. Trees, branches and leaves create a dense texture that prevents us from seeing the horizon and the depth of the landscapes, which can only be guessed. Without hierarchically structuring the picture, its entire surface is crisscrossed all over and covered by plant forms - reminiscent of the lines in paintings by Jackson Pollock and Brice Marden. Struth's jungle pictures mark the beginning of a different approach to the way the surface of photographic images capture our gaze, sending it in different directions. Thanks to their richness of details, the images are presenting a kind of silence that can be listened to for a long time before one can get to know its rules. From the first documentary portraits of families, to the cityscapes, to the museums, up to the harmonic chaos of the jungles, Thomas Struth's photographic eye has travelled the world finding new ways of representing its complexity, trying to capture the presence of the unconscious in the visible. Thomas Struth is one of the leading artists in contemporary photography. Born in Geldern near Cologne in 1954, from 1973 to 1980 he studied at the Düsseldorf Academy as student of Gerhard Richter and then Bernd Becher. By the end of the Seventies, he started to explore the possibilities of photography as psychological research.

Since 1978 he takes pictures of urban landscapes, from 1980 he photographs museum visitors looking at paintings, thus exploring the different relationships between painting and photography, art and the viewer. Later he works on a broader range of subjects, working always in theme groups. Since his first museum exhibition at Kunsthalle Bern in 1987, his work has been shown extensively in museums throughout the world. In 2003 the Metropolitan in New York staged a large retrospective, and recently he had exhibitions at the Prado in Madrid in 2007 and at the Museum Madre in Naples in Spring 2008. His works are in the collections of MoMA and the Metropolitan Museum in New York, the Tate Gallery in London, the Museum of Modern Art in Tokyo and Kunsthaus Zürich among many others.

THOMAS STRUTH
20 Dicembre 2008 - 14 Febbraio 2009

La galleria Monica De Cardenas di Zuoz è felice di annunciare la mostra di Thomas Struth. Presenteremo un gruppo di nuove opere del ciclo "Paradise": fotografie di grande formato di foreste incontaminate, realizzate negli ultimi anni in Peru e alle isole Hawaii. Accanto ai celebri scatti di strade e interni di musei, Thomas Struth dal 1998 fotografa giungle in diverse parti del mondo (in Australia, Cina, Giappone, in Germania e in Brasile). Con il titolo "New Pictures from Paradise" ha dato a queste immagini un significato particolare, che fa riferimento al paradiso primordiale, dal quale l'uomo è stato cacciato, e quindi anche alle sue raffigurazioni nel corso della storia dell'arte.

Diversamente dalle sue altre immagini, in queste fotografie Struth ci impedisce l'accesso alla profondità dello spazio. Tronchi, rami, foglie e rampicanti si intrecciano in primo piano e ci impediscono di vedere l'orizzonte e la profondità del paesaggio, che possiamo solo intuire. Senza una struttura gerarchica la superficie dell'immagine è un intreccio di forme vegetali che ricorda l' all over dei quadri di Pollock o Brice Marden. Ogni bosco rigoglioso ci permette di sondare le profondità, di intuire uno spazio in crescita che non siamo in grado di vedere. Le fotografie di giungle di Struth segnano l'inizio di un modo diverso di guidare lo sguardo sulla superficie dell'immagine, mandandolo in diverse direzioni. Al contempo l'occhio del fotografo ha una logica compositiva e un equilibrio formale sviluppatosi catturando gli interni delle chiese o dei musei; lo stesso equilibrio lo ritroviamo anche nella giungla, dove Struth riesce a ribadire la stessa visione tipica della sua poetica. Alla base di ogni sua immagine vi è un tentativo di equilibrare elementi nel caos (il traffico di Tokyo o un intrico di mangrovie). In questo lavoro non ci sono animali e raramente tracce che indicano la presenza umana. L'assenza di punti di riferimento socio-culturali non trasforma la giungla in una scena romantica, niente è più lontano qui dei sogni esotici da turista o cacciatore di tesori; la giungla è un elemento formale che potrebbe farci dimenticare la natura misteriosa di ció che ci circonda. Attraverso la ricchezza del visibile, le immagini della giungla presentano una forma di silenzio che puó essere ascoltato a lungo prima di conoscerne le regole. Dagli inizi documentaristici ai ritratti di famiglia, fino alle città, alle sale dei musei e all'armonioso caos delle giungle, l'obiettivo di Thomas Struth ha girato il mondo cercando un modo nuovo per catturarne la complessità e di indagare il subconscio del visibile.Thomas Struth è uno dei maggiori esponenti della fotografia contemporanea. Nato a Geldern presso Colonia nel 1954, dal 1973 al 1980 è stato allievo di Gerhard Richter e poi di Bernd e Hilla Becher all'Accademia di Düsseldorf. Già dalla fine degli anni Settanta comincia a sondare le possibilità della fotografia come indagine psicologica e sociale, in grado di far intravedere il subconscio collettivo. Dal 1978 ritrae il paesaggio urbano, dagli anni Ottanta fotografa sale di musei gremite di visitatori che guardano i quadri, mettendo cosí in relazione le figure dipinte con le persone fotografate. In seguito estende la sua indagine ad altri soggetti, lavorando sempre per gruppi tematici.

Tra le mostre più importanti ricordiamo le personali alla Kunsthalle di Berna e al museo di Yamaguchi nel 1987; al Portikus di Francoforte nel 1988; alla Renaissance Society di Chicago nel 1990; all'Hirschhron Museum di Washington nel 1992; alla Kunsthalle di Amburgo nel 1993, all'ICA di Boston e all'ICA di Londra nel 1994; alla Art Gallery of Ontario di Toronto e al Kunstmuseum di Bonn nel 1995; all'International Art Palace di Pechino nel 1997; al Carré d'Art di Nîmes e allo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1998; al Museum of Modern Art di Tokyo nel 2000; al Museo di Dallas e al Moca di Los Angeles nel 2002, al Metropolitan Museum di New York nel 2003 fino alle mostre recenti al Prado di Madrid nel 2007 e al Museo Madre di Napoli nella primavera 2008. Le sue opere si trovano nelle collezioni dei più prestigiosi musei del mondo, quali il Moma ed il Metropolitan di New York, la Tate Gallery di Londra, il Museo d'Arte Moderna di Tokio, il Kunsthaus Zürich e numerosi altri.

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Thomas Struth