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Press release

DAVID MURPHY
27 June -  31 August 2013

David Murphy (b. 1983) is an emerging British sculptor who approaches his work with an instinctive sensitivity towards the innate textures and qualities of the materials at hand. In doing so, he creates visions of indistinguishable, yet familiar, living or moving forms. In this exhibition he presents new works on paper, gessoed board, and untreated wood. In addition, there are three new steel sculptures: two of which are to be seen on a floor or table, and one conceived of with this gallery's garden in mind. The indoor sculptures are constructed from steel that is bent and woven through rings, the resultant object being a composition of coiled, concentric circles. The outdoor sculpture is a shallow three metre by two and-a-half metre grid of woven steel, which takes as its precedent the geometry and floor-bound work of Carl Andre, while suggesting the transplanted notion of a magnified textile weave. A coherent foil to the latter sculpture, the two-dimensional works often (and effectively) create the illusory effect of a moulded three-dimensional surface. 

Murphy's sculptures are like drawings in space, flattened by perspective ? this play between line and volume, space and lightness, is central to his work. In these new pieces, his distinctive line is tempered by a softness and rhythm. These qualities inform his exploration of patterns that define and re-present the patterns integral to organic forms, particularly on the wooden boards. Furthermore, the works engage with the microcosm and macrocosm of structures found in nature, acting like a lens that zooms in and out of woven fabric, foliage, or cells, revealing hidden or invisible structures, while remaining essentially abstract.

The way Murphy incorporates colour into his studies of form, while subtle, is essential to our emotional engagement with the works: one can see his carefully selected palette of 'in-between' hues, such as a brownish yellow, reddish black and grey-blue. The source of his palette in this exhibition is noteworthy: the wall-hung works are applied using a wide, dry paintbrush, and with the same paint as is traditionally used on the facade of Engadiner houses. Murphy discovered this material when spending time in the area  (he was included in a group exhibition YES/ Young English Sculptors at the Fundaziun Not Vital, Ardez, in August 2012). Thus Murphy, as an ?outsider', offers those familiar with the Engadin a fresh way to appreciate the local topography, and realize the wealth of inspiration that can be garnered from this place of extraordinary light and landscapes. 

DAVID MURPHY
27 June -  31 August 2013

David Murphy (1983) è un giovane scultore inglese. Alla base del suo lavoro c'è un'istintiva sensibilità verso le textures e le qualità dei materiali più comuni. Questo suo modo di lavorare lo porta a creare figure e forme indefinibili e misteriose, ma in qualche modo anche familiari e riconoscibili. 
In questa mostra egli presenta alcuni nuovi lavori su carta, su tavole di gesso e su legno grezzo, ai quali si aggiungono quattro nuove sculture in acciaio di cui una appositamente concepita avendo in mente il giardino della galleria. Le sculture per l'interno, da adagiare semplicemente sul pavimento o su di un tavolo, sono realizzate piegando e ?tessendo? l'acciaio e formando cosí degli anelli in una composizione finale a spirale composta da cerchi concentrici di grande leggerezza ed eleganza.
La grande scultura per l'esterno, di quasi quattro metri per due, è una griglia di acciaio che  richiama le geometrie dei lavori di Carl Andre, suggerendo peró al contempo l'idea di una sovradimensionata struttura tessile. Con un coerente richiamo a questa scultura, anche i lavori bidimensionali creano efficacemente l'effetto illusorio di una superficie modellata tridimensionale. 

Le sculture di David Murphy sono come disegni nello spazio. Questo continuo gioco tra linee e volumi, tra spazio e luce è elemento centrale nel suo lavoro. In queste nuove opere, il suo carattere distintivo è addolcito da delicatezza e ritmo. Queste caratteristiche rendono edotta la sua esplorazione di schemi che definiscono e ripropongono i modelli di forme organiche, particolarmente sulle tavole di legno. I suoi lavori agiscono come una lente di ingrandimento che indaga il microcosmo e il macrocosmo di strutture presenti in natura come tessuti, foglie, cellule, rivelando le loro parti nascoste o invisibili, pur rimanendo fondamentalmente astratti.

La modalità con cui David Murphy utilizza il colore nella sua ricerca sulla forma, è raffinata ed essenziale per permetter il nostro coinvolgimento emotivo nei confronti dell'opera stessa: si puó notare come la sua tavolozza includa sfumature che vanno dal giallo scuro al nero- rossastro al grigio-blu. La ricerca e la fonte dei colori di questa mostra è significativa: le sue opere pittoriche presentano infatti una gamma cromatica che trae origine dalle tonalità tradizionalmente utilizzate per le facciate delle case engadinesi. La scorsa estate David Murphy ha trascorso un periodo in Engadina durante la sua partecipazione alla collettiva YES / Young English Sculptors alla Fondazione Not Vital ad Ardez. Durante la sua permanenza ha potuto godere del luogo in molte sue sfaccettature e oggi, con questa mostra, da estraneo, offre a coloro che hanno famigliarità con l'Engadina, un nuovo modo di apprezzare la topografia locale, grazie alla ricca ispirazione data dalla straordinaria luce che caratterizza questi paesaggi.

Alma Zevi, 2013

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David Murphy