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Press release

THOMAS STRUTH
24 September - 28 November 2015

We are delighted to announce an exhibition of works by Thomas Struth, showing large size photographs made in the context of three different recent projects that deal with aspects of the contemporary world and the collective subconscious: places of scientific and technological research, Disney’s theme park and works made in Israel and Palestine.

Since 2009 Struth has been photographing places of industrial innovation and scientific progress. Thus he approaches the complexity of technical developments and enables an insight into usually unaccessible areas, which at the same time leave uncertainty about meaning and function of the depicted. They show what lies behind the technological innovation and objects we use every day, but do not really understand. In this sense these images depict the unconscious of our society in the digital era. At the same time they are a continuous study of the entanglement in a one-sided belief in progress. The increasing degree of fascination for the tools we construct to investigate into scientific and material progress distract us from the equal need for progress on  a social and political level.

The second group of photographs was taken at Disneyland in California. It allows an insight view into the western image-making industries. Similar to earlier photographs, these pictures often show deserted panoramas, which appear somehow disconcerting for an amusement park attracting fifteen million visitors per year. Reduced to their outer setting, they unveil their nature as artificial, illusory worlds of papier-maché. At the same time they refer to the great effort and precision with which these worlds are being staged.

Between 2009 and 2014 Thomas Struth travelled to Israel and Palestine six times as a part of the project This Place, which was initiated by the photographer Frédéric Brenner. This Place explores the complexity of Israel and the West Bank, as place and metaphor, through the eyes of twelve internationally acclaimed photographers.
Struth’s visits were informed by listening to the stories of his guides and other people he met along the way, “my exploration was about observing the human drama and what seemed to touch me most. In essence, it was about the reading of the signifiers and the pictorial possibilities of the place”. And, in eschewing the colossal for the personal, Struth set himself “the challenge of how to condense an epic narrative into a still image”. In the show we will present the image of the “Church of the Holy Sepulchre” in Jerusalem and of a laboratory at the Weizman Institute, a place of scientific research  in Rehovot.
For Struth, the act of journeying and seeing when scouting for locations is crucial. He combines a personal analysis of an instinctive sense and narrative of a place with a formal topological view, to create a composition that elucidates something revelatory.

Thomas Struth is one of the leading artists in contemporary photography. Born in Geldern near Cologne in 1954, from 1973 to 1980 he studied at the Düsseldorf Academy from 1973 to 1980. From the beginning he started to explore the possibilities of photography as psychological research. Since 1976 he takes pictures of urban landscapes, from 1980 he photographs museum visitors looking at paintings, thus exploring the different relationships between painting and photography, art and the viewer. Later he works on a broader range of subjects, working always in theme groups.
His work has been shown extensively in museums throughout the world. In 2014, the Metropolitan Museum in New York presented their comprehensive collection of Struth’s works, in 2003 they staged a large retrospective Struth exhibited at the Prado in Madrid in 2007 and at the Madre in Naples in Spring 2008. Important solo exhibitions have include a European retrospective exhibition tour from 2010 to 2012 Thomas Stuth, Photographs 1978-2010, shown at Kunsthaus Zürich; K20, Düsseldorf; Whitechapel, London and Museu Serralves, Porto. His works are in the collections of MoMA and the Metropolitan in New York, the Tate Gallery in London, the Museum of Modern Art in Tokyo and Kunsthaus Zürich among many others. In March 2016, Museum Folkwang in Essen will be the first of several museums in Germany and the US, presenting a retrospective tour of Struth’s works from 2005 to the present, focusing on new technology and visual manifestations of scientific research.

THOMAS STRUTH
24 settembre - 28 novembre 2015

Siamo felici di annunciare una mostra di nuove opere del grande fotografo tedesco Thomas Struth. Presenteremo fotografie realizzate nell’ambito di tre diversi progetti che trattano aspetti salienti del mondo contemporaneo: immagini di luoghi di ricerca scientifica e tecnologica, viste panoramiche di Disneyland e fotografie scattate in Israele e Palestina.

Dal 2009 Struth fotografa luoghi d’innovazione industriale e progresso scientifico. In tal modo mostra la complessità degli sviluppi tecnici e ci permette di vedere realtà solitamente inaccessibili; al contempo permane un alone di incertezza sul significato e la funzione di ciò che vediamo. Ci mostra uno spaccato del mondo sconosciuto che sta dietro all'innovazione tecnologica da dove provengono oggetti che usiamo quotidianamente, senza in realtà capirne a pieno il funzionamento. In questo senso le sue immagini mostrano il subconscio collettivo della società nell'era digitale. Allo stesso tempo rappresentano uno studio dell’intensità con cui continuiamo a credere nei vantaggi del progresso scientifico. Il grado crescente di seduzione degli strumenti che costruiamo, ci distrae tuttavia dalla necessità di progressi a livello sociale e politico.

Il secondo gruppo di lavori è stato scattato a Disneyland in California e ci da una visione dall’interno dell’industria di produzione di immagini dell’occidente. In modo simile alle opere precedenti di Struth, queste fotografie ritraggono spesso panorami deserti, che appaiono stranianti per un parco di divertimenti che attrae quindici milioni di visitatori l’anno. Mostrati come ambienti vuoti, questi luoghi svelano la loro natura artificiale di mondi illusori di cartapesta e allo stesso tempo vediamo il grande sforzo e la precisione con cui vengono costruiti, in una riflessione continua su finzione e realtà.

Tra il 2009 e il 2014 Thomas Struth si è recato sei volte in Israele e in Palestina. “La mia esplorazione verteva sull’osservazione dei drammi umani e su quello che mi toccava maggiormente, ma si concentrava anche sulla lettura dei significati e sulle possibilità pittoriche del luogo.”  Nel tentativo di rifuggire il monumentale in favore del personale e dell’esperienza diretta, Struth raccoglie la sfida di “condensare un racconto epico in un’immagine”, dando vita ad una composizione che ha qualcosa di rivelatorio.  In mostra presentiamo immagini della Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme e di luoghi di ricerca scientifica in Israele.
Thomas Struth è uno dei più importanti artisti della fotografia contemporanea. Nato a Geldern vicino a Colonia nel 1954, dal 1973 al 1980 ha studiato all’accademia di Düsseldorf, come allievo prima di Gerhard Richter e poi di Bernd Becher. Alla fine degli anni 70 ha cominciato ad esplorare le possibilità della fotografia come ricerca psicologica. Dal 1978 ha scattato foto di paesaggi urbani, dal 1980 ha fotografato i visitatori dei musei mentre ammiravano i dipinti, esplorando le relazioni fra la pittura e la fotografia, l’arte e l’osservatore. Più tardi ha cominciato a lavorare su un raggio più ampio di soggetti, ma sempre in nuclei tematici.

Dopo la sua prima mostra alla Kunsthalle di Bern nel 1987 il suo lavoro è stato esposto in musei di tutto il mondo. Nel 2003 il Metropolitan Museum di New York gli ha dedicato una grande retrospettiva, nel 2007 ha esposto al Prado a Madrid e nel 2008 al Madre di Napoli. Fra le numerose importanti mostre personali ricordiamo la retrospettiva itinerante in diversi musei europei dal 2010 al 2012: “Thomas Struth, Photographs 1978-2010” al Kunsthaus Zürich, K20 a Düsseldorf, Whitechapel Art Gallery a Londra e Museu Serralves a Porto. I suoi lavori sono nelle collezioni del MoMa e del Metropolitan Museum di New York, della Tate Gallery di Londra, Museum of Modern Art di Tokyo, Kunsthaus Zürich e numerosi altri.

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Thomas Struth