Press release

THOMAS STRUTH
15 Maggio - 15 Luglio 1996

Nato a Geldern in Germania nel 1954, Thomas Struth dal 1973 al 1980 segue i corsi di Gerhard Richter e di Bernd e Hilla Becher all'Accademia di Düsseldorf e si afferma ben presto come protagonista della nuova fotografia tedesca, tesa a rivoluzionare il mezzo fotografico per ottenere immagini più fedeli e coscienti della realtà quotidiana. Avendo assorbito e fatto tesoro delle esperienze minimal e concettuali degli ultimi vent'anni, Thomas Struth si dedica in modo sistematico ad alcune tematiche ben precise, che delineano e circoscrivono l'indagine artistica.

Dalla fine degli anni Settanta Struth ritrae in bianco e nero il paesaggio urbano, in quanto scenario reale del quotidiano moderno. Con sobrietà e precisione l'occhio fotografico di Struth riesce a cogliere nell'architettura composita e stratificata delle città la storia, i valori e le strutture della vita dei suoi abitanti. Per l'artista l'architettura diviene cosí uno specchio fedele del subconscio collettivo e le facciate delle case sono espressive come i volti della gente.

Durante gli anni Ottanta Struth ha esteso la sua indagine ad altre tematiche: il ritratto singolo e di famiglia, visti in chiave nuova, e le immagini fotografiche di interni di musei. Le sale di musei come il Louvre, la National Gallery di Londra, gli Uffizi di Firenze vengono fotografate a colori, in grande formato, affollate di visitatori. L'artista osserva il pubblico che contempla i quadri, ritraendo cosí la situazione esistenziale dell'uomo confrontato con la propria immagine nell'opera d'arte.

A Milano Thomas Struth presenta le sue opere più recenti: da un lato il ciclo di fotografie in cui esplora le strade della Cina, le loro architetture e i loro ritmi; e dall'altro le ultime "Museum Photographs" di grande formato, riprese in Chiese e Musei di Venezia nel 1995: nella Chiesa di San Zaccaria riccamente affrescata, con al centro la splendida "Sacra Conversazione" di Giovanni Bellini; nella Chiesa dei Frari con l' "Assunzione" di Tiziano e, ancora, nella Galleria dell'Accademia davanti all'ultimo quadro di Tiziano, la modernissima "Pietà". Opere fotografiche affascinanti e complesse, che studiano i rapporti tra la figura dipinta e la persona fotografata e in cui, nel grandioso scenario architettonico delle chiese veneziane, i turisti di oggi dialogano con i personaggi dipinti tra Quattrocento e Seicento.

Nel corso degli ultimi dieci anni numerose gallerie internazionali di grande rilievo e musei prestigiosi quali la Kunsthalle di Berna, i musei di Colonia, Edimburgo e Yamaguci (1987), la Renaissance Society di Chicago (1990), l'Hirschhorn Museum di Washington (1992), l' I.C.A. di Boston e di Londra (1994), e il Kunstmuseum Bonn (1995), hanno presentato personali di Thomas Struth, che inoltre ha partecipato alle più importanti mostre collettive internazionali, quali la Biennale di Venezia nel 1990, il Carnegie International di Pittsburgh nel 1991 e Documenta IX a Kassel nel 1992.

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