Press release

THOMAS STRUTH
27 Gennaio - 31 Marzo 1993

Mercoledí 27 gennaio 1993 alle 19 si inaugura alla galleria Monica De Cardenas, Via Viganó 4, Milano la prima personale italiana dell'artista fotografo tedesco Thomas Struth. (Orario visite: da martedí a venerdí, 15 - 19. Fino al 31 marzo 1993.)

Nato a Geldern in Germania nel 1954, Thomas Struth dal 1973 al 1980 segue i corsi di Gerhard Richter e di Bernd e Hilla Becher all'Accademia di Düsseldorf e si afferma ben presto come protagonista della nuova fotografia tedesca, tesa a rivoluzionare il mezzo fotografico per ottenere immagini più fedeli e coscienti della realtà quotidiana. Avendo assorbito e fatto tesoro delle esperienze minimal e concettuali degli ultimi vent'anni, Thomas Struth si dedica in modo sistematico ad alcune tematiche ben precise, che delineano e circoscrivono l'indagine artistica.

Dalla fine degli anni Settanta Struth ritrae in bianco e nero il paesaggio urbano, in quanto scenario reale del quotidiano moderno. Con sobrietà e precisione l'occhio fotografico di Struth riesce a cogliere nell'architettura composita e stratificata delle città la storia, i valori e le strutture della vita dei suoi abitanti. Per l'artista l'architettura diviene cosí uno specchio fedele del subconscio collettivo e le facciate delle case sono espressive come i volti della gente.

Durante gli anni Ottanta Struth ha esteso la sua indagine ad altre tematiche: il ritratto singolo e di famiglia, visti in chiave nuova, e le immagini fotografiche di interni di musei. Le sale di musei come il Louvre, la National Gallery di Londra, gli Uffizi di Firenze vengono fotografate a colori, in grande formato, affollate di visitatori. L'artista osserva il pubblico che contempla i quadri, ritraendo cosí la situazione esistenziale dell'uomo confrontato con la propria immagine nell'opera d'arte.

A Milano Thomas Struth presenta opere create appositamente per la mostra che appartengono ai due filoni principali del suo lavoro: fotografie di strade di Milano e grandi immagini a colori riprese nelle sale di musei italiani tra il 1990 e il 1992.

Nel corso degli ultimi dieci anni numerose gallerie internazionali di grande rilievo e musei prestigiosi quali la Kunsthalle di Berna, i musei di Colonia, Edinburgo e Yamaguci (1987), la Renaissance Society di Chicago (1990) e l'Hirschhorn Museum di Washington (1992) hanno presentato personali di Thomas Struth, che inoltre ha partecipato alle più importanti mostre collettive internazionali, quali la Biennale di Venezia nel 1990, il Carnegie International di Pittsburgh nel 1991 e Documenta IX a Kassel nel 1992.