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Press release

Roger Andersson
Niklas Eneblom
Johanna Karlsson
Susanne Simonson

29 September -19 November 2005

We are pleased to announce the exhibition of four young Swedish artists who explore,
update and transform the pictorial and imagery traditions of Scandinavia: Roger Andersson,
Niklas Eneblom, Johanna Karlsson and Susanne Simonson.

The work of Roger Andersson always contains a certain density of obscure, hidden content.
With delicate, precise drawings and watercolors, he creates a “corrupt” version of Nordic fables.
Arabesques of vegetation conceal figures and emblems from the world of adolescents, pop music,
scenes of drugs and sex inserted amidst minute, detailed representations of Scandinavian flora.
The figures seem to be battling against apathy, drugs and the dark forces of a cruel world. The
scenes, constructed with great attention to detail, are seductive, but composed above all of trash.

Niklas Eneblom uses regular brushstrokes and intense colors to paint small scenes, interiors,
objects and figures that seem isolated in the pictorial space. Eneblom shows us a slightly distorted
reality. Things are connected, but with subtle, never complete links. In his detailed paintings
the furnishings, people and objects play the same role; each individual element contributes
equally to the construction of the story.

With precision and a love of details Johanna Karlsson recreates fragments of nature, trees,
trunks and roots, using simple materials like plaster, wax, clay, papier mâché and metal wire.
Alongside these sculptures she makes very accurate drawings of humble, marginal natural things,
grass, bushes, brushwood, shells. Often there is an evident ambivalence in her work: in spite
of the great accuracy, at times the measurements and proportions remain uncertain.
The beauty is accompanied by something indefinite, menacing and serious.

Susanne Simonson evokes an instant of introspection, a moment of dreaming or memory, the
recollection of a sensation with her paintings. She paints what can be recognized only in its absence,
glimpsed in peripheral vision, or after the eyes have been closed. But she does not make the task
an easy one. With subtle but dynamic images, she attempts to capture what is fleeting. The figures
seem to move, melting the intense, compact color that surrounds them, making it transparent.

Roger Andersson
Niklas Eneblom
Johanna Karlsson
Susanne Simonson

29 Settembre -19 Novembre 2005


Siamo felici di annunciare la mostra di quattro giovani artisti svedesi, che riprendono,
rinnovano e trasformano le tradizioni pittoriche e immaginifiche della Scandinavia:
Roger Andersson, Niklas Eneblom, Johanna Karlsson e Susanne Simonson.

Il lavoro di Roger Andersson è sempre denso di un contenuto nascosto e oscuro.
Con disegni e acquarelli delicati e precisi crea una versione “corrotta” delle fiabe nordiche.
Arabeschi di vegetazione celano figure ed emblemi provenienti dal mondo degli adolescenti,
dalla musica Pop, scene di droga e di sesso inserite tra rappresentazioni minute e dettagliate
di flora scandinava. I personaggi sembrano lottare contro l’apatia, le droghe e forze oscure
in un mondo crudele. Le scene, costruite con grande attenzione ai dettagli, risultano seducenti
ma sono di fatto costruite soprattutto da spazzatura e trash.

Niklas Eneblom dipinge con pennellate regolari e colori intensi piccole scene, interni, oggetti
e figure, che appaiono isolati all’interno dello spazio pittorico. Eneblom ci presenta la realtà
con una leggera distorsione. Le cose sono correlate tra loro ma con un legame sottile e mai
completo. Nei suoi quadri particolareggiati gli arredi, le persone e gli oggetti giocano lo stesso
ruolo, ogni singolo elemento contribuisce alla costruzione della storia in eguale misura.

Con precisione e amore per il dettaglio Johanna Karlsson ricrea frammenti di natura, alberi,
tronchi e radici, con materiali semplici come gesso, cera, argilla, cartapesta e fili di metallo.
Accanto alle sculture realizza disegni molto accurati di elementi naturali poveri e marginali,
ritrae erbe, cespugli, sterpi e gusci. Spesso c’è un’ambivalenza evidente nel suo lavoro:
nonostante l’accuratezza, le misure e le proporzioni restano incerte. Alla bellezza si unisce
qualcosa d’indefinito, minaccioso e serio.

Susanne Simonson con i suoi dipinti desidera evocare un istante d’introspezione, cogliere
un attimo sognante o il ricordo di una sensazione. Dipinge ciò che si riconosce solo nell’assenza,
che s’intravede come visione periferica o dopo aver chiuso gli occhi. Ma non si facilita il compito.
Con immagini sottili ma dinamiche, cerca di fissare ciò che sfugge. Le figure sembrano muoversi
sciogliendo il colore intenso e compatto che le circonda per renderlo trasparente.