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Press release

LUTZ & GUGGISBERG
26 March - 9 May 2009

Monica De Cardenas Gallery is pleased to announce the second exhibition of Lutz & Guggisberg in Milano.

After having shown an army of semi-burnt birds in the Arab Emirates (Sharjah Biennial 2007), a small pile-dwelling made of branches that cast giant shadows at the Kunsthalle Zürich (2004), a raft covered with liquid gesso and living-room furniture at Kunsthaus Aarau (2008), a glacier-landscape that overflows to the floor below at the Centre Suisse of Paris (2009) and a series of sculptures rounded like "lollipops" at the Folkwang Museum in Essen (2008), the exhibition Lutz & Guggisberg are preparing for Milan may seem comparatively traditional: it will feature paintings and sculptures. A closer look shows that these too are fundamental elements of the expressive universe of the two volcanic Swiss artists. The paintings, made with four hands, are often complex layerings of images that grow for months in the studio, or hatch spontaneously from a stain or a sudden invention, at times with references to the themes of other works.

For instance we may find a ship full of objects, reflected in the sky in the form of a cloud moving in the opposite direction; a woodpile topped by the head of a fox; a terrorist amidst the Alps; along with drums, pots, saws and beavers, machinery, helmets and skulls in dizzying, improbable combinations that take on different characters, as juxtapositions and accumulations bring out new, normally hidden aspects, meanings and expressive possibilities of the more or less common objects that crowd our everyday life.

The sculptures are of two types: iron castings and "Schlecksteine", that translates in "lick stones". The former include a medieval helmet with a teapot handle attached, and a somewhat deformed motorcycle helmet that seems to stem from an archaeological excavation. The so-called "lick stones", on the other hand, are abstract sculptures with rounded, vaguely organic forms that appear to have been polished by time.Lutz & Guggisberg have developed an oeuvre whose references come from different fields like history, ethnology, geology, fauna, the sciences, science fiction or literature. The protean artistic language of combinations is often the result of randomness. The construction of their works is based on imagery, humor, derision, delirium, and their very free aesthetic research borders, at times, on a laboratory of experimentation, or a cabinet of curiosities.All their works defy definition with just one interpretation, remaining open to many. This ambiguity generates profound uncertainty and puts their work in a position between the comic and the threatening. Their installations exist half way between completion and destruction, between the end of community life and the traces of a dynamic group of survivors.

Though their work may seem heterogeneous, the individual pieces are all connected in a network of references that converge in a single vision. In spite of the use of different media, their sensibility is unique and immediately recognizable. The materials are not only transformed into ideas; the ideas themselves are based on and formed by elements encountered along the way in their continuous exploration.

LUTZ & GUGGISBERG
26 Marzo - 9 Maggio 2009

La Galleria Monica De Cardenas è felice di annunciare la seconda mostra personale a Milano degli artisti svizzeri Lutz & Guggisberg.

Dopo aver mostrato un esercito di uccelli semi-carbonizzati negli Emirati Arabi (Biennale di Sharjah 2007), palafitte di rametti che gettano ombre gigantesche alla Kunsthalle di Zurigo (2004), una zattera coperta di gesso liquido e mobili da salotto al Kunsthaus Aarau (2008), un paesaggio - ghiacciaio che straborda nel piano di sotto al Centre Suisse di Parigi (2009) e una serie di sculture tondeggianti come "lecca-lecca" al Museo Folkwang di Essen (2008), la mostra che Lutz & Guggisberg stanno preparando per Milano puó sembrare più tradizionale: sono semplicemente dipinti e sculture. Uno sguardo attento rivela che anche questi sono elementi fondamentali dell'universo espressivo dei due vulcanici artisti svizzeri.

I dipinti, realizzati a quattro mani, sono spesso complesse stratificazioni di immagini che crescono per mesi nell'atelier, oppure nascono spontaneamente da una macchia o da un'invenzione fulminea - talvolta con riferimenti a temi di altre opere. Nei dipinti appaiono per esempio un naviglio carico di oggetti, che si specchia in cielo sotto forma di nuvola che naviga nella direzione opposta; una pila di legname coronata da una testa di volpe; un terrorista tra le alpi; e ancora tamburi, pentole, seghe e castori, macchinari, elmi, teschi e caschi in vorticose e improbabili combinazioni che di volta in volta assumono caratteri diversi, facendo emergere, attraverso improbabili giustapposizioni e accumulazioni, aspetti nuovi, significati e possibilità espressive, prima nascosti, degli oggetti più o meno comuni che affollano la nostra vita.

Le sculture in mostra saranno di due tipi: fusioni in ferro e "Schlecksteine", che tradotto alla lettera significa "pietre da leccare". Tra le fusioni in ferro spiccano un elmo medioevale munito di un manico da teiera e un casco da motociclista un po' deforme che sembra provenire da uno scavo archeologico. Le cosí dette “pietre da leccare” sono piuttosto sculture astratte, con forme apparentemente molto levigate dal tempo, arrotondate e vagamente organiche.Lutz & Guggisberg hanno sviluppato un lavoro che trae i suoi riferimenti in campi diversi come la storia, l'etnologia, la geologia, la fauna, le scienze, la science-fiction o ancora la letteratura. Il loro linguaggio artistico proteiforme e combinatorio è spesso il frutto della casualità. La costruzione delle loro opere si basa sull'immaginario, l'humour, la derisione, il delirio e la loro ricerca estetica molto libera si avvicina a volte al laboratorio di sperimentazione o al gabinetto di curiosità.

Tutti i loro lavori non possono essere definiti con una sola interpretazione ma ne hanno molteplici. Questa ambiguità genera una profonda incertezza e pone il loro lavoro in una posizione tra il comico e il minaccioso. Le loro installazioni sono a metà strada tra il completamento e la distruzione, tra la fine della vita comunitaria e le tracce di un dinamico gruppo di superstiti.

Per quanto il loro lavoro appaia eterogeneo, le singole opere sono connesse mediante una rete di rimandi che convergono in un'unica visione. Nonostante l'utilizzo di diversi media la loro sensibilità è unica e riconoscibile. I materiali non vengono solamente trasformati in idee, ma le idee stesse sono ispirate e formate da elementi incontrati nella loro continua ricerca.

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Lutz & Guggisberg