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Press release

FLAVIO BONETTI
1 April - 15 May 2004

We are proud to announce the first exhibition by Flavio Bonetti: The Big Dipper - Migration in Three Pictures

The epic tale of this migration is told in three panoramic photographs that depict a myriad of tiny objects. These are placed, composed and illuminated to form three different landscapes: the City, the Sea and the Big Dipper.

Twenty smaller photographs give us different and closer views of the object-actors and the relations between them, within the same three landscapes. The objects are mementos, little objects of affection, that Flavio Bonetti has obtained from friends and acquaintances. They have all been produced and sold, used, loved and consumed. They carry their meaning and history within them; their encounter sparks off stories.

The project began as a comment on reality presented as a common tale: the object-actors are always the same but the landscapes they create in the three scenes are different. Apparently solid, the landscape shows itself to be a fluid impression, one that is continually updated by the gaze of each participant, always ready to reconsider and change position in relation to the others. It is a comment on social organisms: the global image is not clear for each actor, while he is conscious of his own role. The way each one is located creates a precise historical, geographical or social image.

Recent social forms have imposed new actors, such a merchandise and the legend it has created: "Fashion is the ritual by which merchandise asks to be adored", as Walter Benjamin has written. In this new landscape we have all managed to find our own place.

FLAVIO BONETTI
1 Aprile - 15 Maggio 2004

Siamo felici di annunciare la prima mostra di Flavio Bonetti Il grande carro - trasloco in tre quadri. 

La storia quasi epica di questo trasloco viene raccontata con grandi fotografie panoramiche, che ritraggono una miriade di minuscoli oggetti. Sparsi, raggruppati e illuminati formano diversi paesaggi: la città, il mare e il grande carro. 

I rapporti tra le figure vengono approfonditi in quindici immagini più piccole, che offrono punti di vista diversi, indagando più da vicino le relazioni tra gli oggetti-attori. Gli oggetti sono in realtà cimeli d'affezione, che Flavio Bonetti ha raccolto chiedendoli ad amici e conoscenti. Sono stati fabbricati e venduti, poi usati, amati e consumati. Trasportano i loro significati e la loro storia, e il loro incontrarsi produce racconti. 

Il progetto nasce come commento alla realtà intesa come racconto comune: gli oggetti-attori sono sempre gli stessi, ma il paesaggio che compongono nelle tre occasioni è diverso. Apparentemente solido, il paesaggio si rivela cosí impressione fluida, continuamente aggiornata dagli sguardi di ognuno dei partecipanti, sempre pronti a considerare e a modificare la propria posizione relativamente a quella altrui. E' una riflessione sugli organismi sociali, la cui immagine globale non è chiara ad ognuno degli attori, mentre chiara è la coscienza del ruolo di ciascuno; il modo in cui ognuno sta al proprio posto produce in tempi diversi una precisa immagine storica, geografica o sociale. 

Le forme sociali recenti hanno imposto attori nuovi, come la merce e il suo racconto: la moda è il rito con cui le merci chiedono di essere adorate, come scrisse Walter Benjamin. Anche in questo nuovo paesaggio, chi più chi meno, abbiamo saputo trovare il nostro posto.

Sono immagini primarie quelle del mare e della città, oppure negli occhi dei bambini la meraviglia puó stampare qualunque paesaggio? Anche le canzoni parlano di questo: It is the evening of the day, I sit and watch the children play, doing things I used to do, they think are new (Rolling Stones).