Installation views

Images

Press release

Curtis Mann
MEDIUM AND MATERIALITY
26 September - 17 November 2012

We are pleased to announce the exhibition by Curtis Mann Medium and Materiality, held simultaneously at the galleries Monica De Cardenas in Milan and Luce in Turin.

The works of this young American artist, who has gained international acclaim at the Whitney Biennial of 2010, are photographic images partially modified or erased by means of a technical process developed by the artist. In Medium and Materiality Mann displays several new groups of lens-less photographic works. Through a series of bleaching, cutting and folding techniques, Mann continues to engage in the delicate, purposeful effacement of photographic paper. Mann "unbuilds" the photographic materials as a paradoxical means to comprehend their structural potential.

His early works are composed by found images, taken from the web, showing current events of historical importance. Curtis Mann covers certain parts of the images with a transparent protective varnish and then sprays them with acids that alter the colors, at times almost completely erasing them. The original photographic image is thus transformed. Some parts remain visible while others vanish, covered by an almost painterly layer. After the process the photographic paper becomes dense and materic, certain parts of the image are reinforced while others are partially concealed or disappear completely. But unlike in digital manipulation, in this case the physical procedure that leads to the final result  is clearly visible.

In some of the more recent works, the reworking of the photographic surface is reached through the direct manipulation of the photographic paper, introducing rips and cuts to achieve an almost sculptural three-dimensional effect. Inspired by the American artist Gordon Matta-Clark (1943-1978), who often cut and removed entire sections of abandoned buildings, Curtis Mann "destructures" the photographic materials to gain a better understanding of their structural potential.

The artist's curiosity explores the physical nature of photography, probing it deeply through its material breakdown. With erasures, ripping or folding of the paper, or  through direct etching into the layers of emulsion, Mann creates different techniques with the intent to enter inside the photographic image, prying into the innermost character of the medium.

Born in 1979 in Dayton, Ohio, Curtis Mann lives in Chicago. His work has been exhibited at the Museum of Contemporary Art of Chicago (2009), the Whitney Biennial (2010) and the Metropolitan Museum in New York (2011) and in solo shows at the galleries of Kevi Gupta in Chicago, Almine Rech in Paris and Brussels, and Kuseneers in Antwerp. His first solo show in a museum is currently in progress at the Southeastern Center for Contemporary Art, Winston-Salem (NC).

Curtis Mann
MEDIUM AND MATERIALITY
26 Settembre - 17 Novembre 2012

Siamo felici di annunciare le mostre di Curtis Mann che avranno luogo congiuntamente nelle gallerie Monica De Cardenas di Milano e Luce Gallery di Torino.

Le opere del giovane artista americano, emerso all'attenzione internazionale durante la Whitney Biennial del 2010 curata da Francesco Bonami, sono composte da fotografie rielaborate, per cui le immagini vengono parzialmente modificate o cancellate attraverso un processo tecnico creato dall'artista, che dimostra la malleabilità delle immagini usate, a volte  provenienti dal web e spesso tratte da situazioni attuali storicamente interessanti. E' un'incessante ricerca del significato imprevisto ma sotteso alla fotografia stessa, con il risultato finale di un'oscillazione continua tra fotografia e pittura.

In studio Curtis Mann ricopre alcune parti delle immagini scelte con una vernice protettiva trasparente, prima di spruzzare degli acidi che modificano i colori, talvolta fino a cancellarli quasi completamente. L'immagine fotografica originale viene cosí trasformata, alcune parti restano visibili mentre altre scompaiono, sovrapposte da una materia quasi pittorica. Dopo l'intervento la carta fotografica risulta densa e materica, alcune parti dell'immagine vengono esaltate, mentre altre sono parzialmente oscurate, o scompaiono del tutto, ma - contrariamente alla manipolazione digitale - il processo fisico che porta a questo risultato rimane sempre visibile.

In alcune opere più recenti alla rielaborazione della superficie fotografica l'artista ha aggiunto la manipolazione della carta, introducendo l'uso di strappi e intagli, ottenendo un effetto tridimensionale di tipo quasi scultoreo. Ispirandosi all'artista americano Gordon Matta-Clark (1943-1978), che spesso tagliava e rimuoveva intere sezioni di edifici abbandonati, Curtis Mann "destruttura" i materiali fotografici per meglio comprendere il loro potenziale strutturale.
La curiosità dell'artista tocca la natura fisica della fotografia quasi a volerla scandagliare nel profondo con la sua materiale scomposizione. Con le cancellazioni, con strappi o pieghe della carta o cerchi e archi incisi negli strati di emulsione, crea diverse tecniche al fine di manifestare l'intenzione di entrare dentro l'immagine come a voler curiosare nell'intimo del mezzo usato.

Curtis Mann è nato a Dayton in Ohio nel 1979 e vive a Chicago. Ha esposto al Museum of Contemporary Art di Chicago (2009), alla Whitney Biennial (2010) ed al Metropolitan di New York (2011) e in mostre personali alle gallerie Kevi Gupta di Chicago, Almine Rech di Parigi e Bruxelles e alla Kuseneers Gallery di Anversa. E' attualmente in corso la sua prima personale museale presso il South Eastern Center for Contemporary Art, Winston-Salem (NC).

Texts

Curtis Mann