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Press release

CLAUDIA LOSI
30 May - 15 September 2006

The work of Claudia Losi (Piacenza, 1971) addresses the direct experience of nature, the relationship with the natural sciences and the passage of time. Slowness and manual processes are important aspects of her work, consciously contrasted with the speed of contemporary reality. This is one of the reasons why embroidery is the technique she utilizes in most of her projects. The choices of materials and collaborations are also very important, relationships Claudia Losi develops with other artists or persons whose contribution represents a fundamental passage in her poetics.

In her solo exhibition at Galleria Monica De Cardenas, Claudia Losi presents four installations generated, in part, by experiences connected with the Balena Project, which began in 2002 with the production, in fabric, of a rorqual in actual size. The sewn profile accurately reproduces the anatomy of the cetacean, the largest and fastest in the Mediterranean. After the sewing, the whale began a voyage through different places, inside and outside the contexts of art exhibitions; the large mammal became a catalyst for projects, performances and encounters. On its way through Italy and other countries it has been displayed in squares, museums, schools and suburbs, gathering stories and outlining a particular geographical itinerary. The result is a project of the observation, expertise and passions of many different people, converging to communicate multiple viewpoints on the environment and society.

In September 2005 Claudia Losi's whale was shown in Ecuador. The installation Balena Project - Ecuador, which will be presented at the gallery, is the result of collaboration with women living in Guamote and Pungui (Ecuador), women who have never seen the sea and certainly never seen a whale. The artist asked them to make small woolen whales in different colors and forms. The result is a "carpet of imaginary whales" that will be seen together with a video showing the silent, precise gestures of the women as the participate in the creation of the small animal forms. The installation Shigras, composed of traditional Andean handmade wool bags, is also based on collaboration with women of Ecuador. Characterized by a nestlike form, the bags bear embroidered inscriptions of poetic texts written by the artist and sent to the Ecuadorian women: phrases that can be read on the outside of the shigras, which ideally become precious containers for a relationship based on words shared by the artist and the women who participated in the project.

The work Aria Mobile is the result of a work in progress: a sphere of yarn that has been growing, for months, thanks to the slow but constant overlaying of threads - like layers of matter and narrative - which the artist patiently adds, applying them in the direction of high altitude winds, making the ball of yarn into a "geoid" that augments in mass and meaning with its gradual accumulation.

With the series Celacanti the artist creates a suspended, rarified atmosphere in the gallery space: ten large square surfaces made with the soft consistency of padded fabric in pale tones bear very light, almost evanescent embroidery and drawings. Diaphanous bodies and signs that float in the unspecified space of representation, stratification of different times and forms that seem to be immersed in a primordial amniotic fluid. The floating figures include the very rare Coelacanth, also known as the "fossil fish" due to the fact that it has conserved its prehistoric appearance over centuries of evolution. In the embroidery of Claudia Losi is becomes a metaphorical presence, suspended in a dilated, indefinite time.

CLAUDIA LOSI
30 Maggio - 15 Settembre 2006

Il Lavoro di Claudia Losi ( Piacenza, 1971 ) è legato all'esperienza diretta della natura, al rapporto con le scienze naturali e allo scorrere del tempo. La lentezza e la manualità sono aspetti importanti del suo lavoro, consapevolmente contrapposti alla velocità della realtà contemporanea. Anche per questo motivo il ricamo è il mezzo espressivo che utilizza più sovente. Altrettanto importanti sono la scelta dei materiali e le collaborazioni che Claudia Losi tesse con altri autori e persone la cui collaborazione costituisce un passaggio fondamentale della sua poetica.

Nella sua personale alla galleria Monica De Cardenas Claudia Losi presenta quattro installazioni nate in parte da esperienze legate al Balena Project, il progetto che ha iniziato nel 2002 con la realizzazione in tessuto di una "balenottera comune" in dimensioni reali. La sagoma di stoffa riproduce fedelmente l'anatomia del cetaceo, il più grande e veloce del Mediterraneo. Dopo essere stata cucita, la balena ha iniziato un viaggio attraverso luoghi diversi, dentro e fuori dai contesti espostivi strettamente artistici; il grande mammifero è diventato il catalizzatore di progetti, performance e incontri con il pubblico. In viaggio per l'Italia ed altri paesi è stata ospitata da piazze, musei, spiagge, scuole e periferie. Raccogliendo cosí storie e tratteggiando una particolare geografia dello spostamento. Il risultato è un progetto di sguardi, competenze e passioni di molte persone differenti, che convergono a restituire una molteplicità di punti di vista rispetto all'idea di ambiente e società.

Nel settembre del 2005 la balena di Claudia Losi è stata esposta in Ecuador. L'installazione Balena Project - Ecuador, che verrà presentata in galleria, è nato dalla collaborazione con donne autoctone di Guamote e Pungui (Ecuador), che non hanno mai visto il mare e tanto meno una balena. L'artista ha chiesto loro di realizzare in delle piccole balene in lana di forme e colori diversi. E' stato creato cosí un "tappeto di balene immaginarie" che sarà affiancato dalla proiezione di un video che mostra i gesti silenziosi e precisi delle donne che collettivamente partecipano alla creazione delle piccole forme animali. Anche l'installazione Shigras, composta da borse tradizionali andine di lana fatte a mano, scaturisce dalla collaborazione con alcune donne dell'Ecuador. Caratterizzate dalla forma cava di nido o alveare, conservano il ricamo di un testo poetico scritto dall'artista ed inviato alle donne ecuadoregne: frasi leggibili all'esterno delle shigras che idealmente diventano scrigni, custodi di un rapporto fatto di parole condivise tra l'artista e le donne che hanno partecipato alla loro realizzazione.

L'opera Aria Mobile è il risultato di un work in progress: una sfera-gomitolo che da mesi cresce grazie alla lenta ma costante sovrapposizione di fili - come strati di materia e di racconto - che l'artista compone pazientemente dando loro la direzione dei venti d'alta quota, trasformando cosí il gomitolo in un "geoide" che accresce di massa e di significato nel suo progressivo affastellarsi.

Con la serie Celacanti l'artista crea nello spazio della galleria una sala dall'atmosfera sospesa e rarefatta: dieci grandi superfici quadrate ricavate dalla morbida consistenza di una stoffa imbottita e dai toni tenui, lasciano affiorare ricami e disegni leggerissimi, quasi evanescenti. Corpi e segni diafani che fluttuano nello spazio imprecisato della rappresentazione, stratificazione di tempi e forme diverse che sembrano immersi in un liquido amniotico primordiale. Tra le figure fluttuanti è rappresentato più volte il rarissimo Celacanto, conosciuto anche come "pesce fossile" per la caratteristica di aver conservato il suo aspetto preistorico attraverso secoli di evoluzione e che, nei ricami di Claudia Losi, compare come una presenza metaforicamente sospesa in un tempo dilatato e indefinito.

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Claudia Losi