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Press release

CHIARA DYNYS
1 April - 14 May 2005

After the recent solo shows at the Kunstmuseum of Bonn and the UBS Executive Centre of Wolfsberg, Chiara Dynys has finally returned for a show in Italy.

Existential questions have long formed the basis for this artist's research. In her works she tries to focus attention on one of the characteristics of human existence, the continuous wavering between two opposite poles. Her works, also thanks to the materials used, require active participation on the part of the viewer, and this is precisely one of their strenghts.

The recent works by Chiara Dynys concentrate on certain recurring characteristics, within a wide stylistic range: the materials used have reflecting surfaces, and light becomes the protagonist: both the intrinsic light of the materials, including mirrors, gold leaf, glass, marble, and the light projected by videos or lightboxes. The variety of installation devices employed becomes effective to activate different levels of perception, from the most conscious and rational to the subconscious and emotional. Thus the artist offers the viewer an opportunity for self-reflection.

The works seen at the gallery include an installation of lenticular boxes. Depending upon the vantage point of the observer, they present the word "hope" translated into different languages, and the image of a blue sky with white clouds that are dispersing, as after a storm. The second installation is composed of four marble "chessboards" that focus on the dualism of hate-love. On the white marble adjectives stand out, related to these two opposite states of mind: the observer becomes a hypothetical player in a game of chess, concentrating on finding the right move to advance the adjective that captures the attention, whether it is positive or negative. The last installation is a reminder of childhood games: two large colored “magic lanterns” placed at the center of the room project the word "hope", expressed in different languages, on the walls. A game of emotions and reflections that demands participation.

Chiara Dynys lives and works in Milan. Her works have been shown in many public and private artspaces in Italy and abroad. Selected exhibitions: Städtische Galerie of Göppingen in 1993, Contemporary Art Center of Geneva in 1996, Centre Culturel de l'Université de Montreal in 1997, Centre Culturel Francais in Milan in 1999, Santa Maria delle Croci in Ravenna and Museo Cantonale of Lugano in 2001, Museum of Bochum 2003, Kunstmuseum of Bonn 2004, UBS Executive Centre of Wolfsberg 2005. She has also participated in many important international events, including L'Identité ailleurs que dans l'identification at Musée La Terrasse in St. Etienne 1992, the Triennale der Kleinplastik in Stuttgart 1998, Futurama, Arte in Italia 2000 at Centro Luigi Pecci per l'Arte Contemporanea in Prato, Novecento, Arte e Storia in Italia at the Scuderie del Quirinale and the Trajan Markets in Rome 2000, and the XIV Quadriennale of Rome in 2005.

In the Project Room we present the work of the young Italian painter Gianluca Di Pasquale.

The canvases and large works on paper by Gianluca Di Pasquale feature landscapes composed almost entirely of figures painted with precise strokes in a large white space. The sizes, gestures and relationships of the figures create the landscape in our imagination. Apart from the people, a few trees, some architectural details, we see only white space. Yet the whiteness becomes mountains, sea, a square or a street.

The scenarios are those of our leisure time: ski slopes, trails, large urban squares, beaches. Places of encounter and mediation between nature and civilization, where people aggregate, creating rhythms and constellations dictated by the form of the landscape. Di Pasquale uses fluid brushstrokes to paint ski suits and snowboards, windbreakers and bathing suits, all part of the landscape, of a game of colors; a few precise strokes create figures and gestures, evoking situations.

"I usually start with a photograph, and as I transfer it into painting there is a sort of subtraction of the landscape. This operation becomes painting in itself; the echo of the landscape remains, a sort of ghost whose presence is very strong in my paintings. The white canvas becomes the scene in which the figures orbit, captured in the banality of their everyday gestures. They seem to be engaged in a sort of cosmic soliloquy. At the same time they are the protagonists of this non-existent landscape. The figures create the space."

"In my pictures the painting, in its absence, becomes silence, which at the same time could be a scream, because it is strong, stronger than the painting itself. White is the sum of all the colors, it is light, and therefore it refers to a metaphysical component, an idea of the infinite that amazes us but also frightens us at the same time, while the painting, in its presence, delineating landscapes and people, offers a reassuring reference to reality, restoring a precarious equilibrium."

Gianluca Di Pasquale was born in Rome in 1971. He lives and works in Milan.

CHIARA DYNYS
1 Aprile - 14 Maggio 2005

Dopo le recenti mostre personali al Kunstmuseum di Bonn e all' UBS Executive Centre di Wolfsberg, Chiara Dynys torna finalmente ad esporre in Italia.

L'artista da tempo dedica il suo lavoro di ricerca alle questioni esistenziali. Nelle sue opere cerca di focalizzare l'attenzione su una delle caratteristiche dell'esistenza umana che è il continuo oscillare tra due poli opposti. I suoi lavori, complici anche i materiali usati, richiedono all'osservatore una attiva partecipazione ed è proprio questo uno dei suoi punti di forza.
Le opere recenti di Chiara Dynys presentano, all'interno di una caleidoscopica gamma stilistica, alcune caratteristiche ricorrenti: i materiali utilizzati hanno superfici riflettenti e la luce, sia quella intrinseca alla materia - specchio, lamina d'oro, vetro, marmo -, sia quella emanata dal video o dal light box, diviene protagonista. La varietà nella messa in opera dei dispositivi istallativi si rivela efficace nell'attivare diversi livelli percettivi, da quelli più consapevoli e razionali a quelli inconsci ed emozionali. L'artista dunque offre all'osservatore una possibilità di auto-riflessione.

Le opere esposte in galleria comprendono un'istallazione di boxes lenticolari che a seconda del punto di vista dell'osservatore alla parola ?speranza' tradotta in più lingue si contrappone un cielo azzurro e bianco di nuvole che si stanno diradando come dopo un temporale. La seconda istallazione è invece composta da quattro ?scacchiere' di marmo che si incentrano sul dualismo odio-amore; sul marmo bianco risaltano in nero alcuni aggettivi pertinenti a questi due stati contrapposti dell'animo umano: qui l'osservatore si trova ad essere come un ipotetico giocatore di scacchi concentrato nell'individuare la mossa giusta che corrisponde idealmente all'aggettivo su cui la sua attenzione si è focalizzata, sia esso positivo o negativo. L'ultima istallazione rimanda ai giochi della nostra infanzia: due grandi ?lanterne magiche' colorate poste al centro della stanza proiettano sulle pareti circostanti la parola speranza espressa in varie lingue. Un gioco di emozioni e riflessioni a cui nessuno puó sottrarsi.

Chiara Dynys vive e lavora a Milano. Ha esposto in numerosi spazi pubblici e gallerie private in Italia e all'estero. Tra le più importanti esposizioni ricordiamo le personali alla Städtische Galerie di Göppingen nel 1993, al Centro d'Arte Contemporanea di Ginevra nel 1996, al Centre Culturel de l'Université de Montreal nel 1997, al Centre Culturel Francais di Milano nel 1999, a Santa Maria delle Croci a Ravenna al Museo Cantonale di Lugano nel 2001, al Museo di Bochum nel 2003, al Kunstmuseum di Bonn nel 2004 e all'UBS Executive Centre di Wolfsberg nel 2005. Ha inoltre partecipato ad importanti rassegne internazionali, tra cui L'Identité ailleurs que dans l'identification al Musée La Terrasse di St. Etienne nel 1992, alla Triennale der Kleinplastik a Stoccarda nel 1998, a Futurama, Arte in Italia 2000 al Centro Luigi Pecci per l'Arte Contemporanea di Prato, a Novecento, Arte e Storia in Italia alle Scuderie del Quirinale e ai Mercati di Traiano a Roma nel 2000 e alla XIV Quadriennale di Roma nel 2005.

Le tele e le grandi carte di Gianluca Di Pasquale mostrano paesaggi fatti quasi solo di figure dipinte con pennellate precise all'interno di un' ampio spazio bianco. Le dimensioni, i gesti e le relazioni tra le figure creano il paesaggio nella nostra immaginazione. Al di là delle persone, di pochi alberi e qualche dettaglio architettonico, non vediamo nulla, eppure il bianco diventa montagna, mare, piazza o strada.
Gli scenari sono quelli del nostro tempo libero: le piste da sci, i sentieri, le grandi piazze, le spiagge. Luoghi d'incontro e mediazione tra natura e civiltà, dove la gente si raggruppa creando ritmi e costellazioni dettate dalle forme del paesaggio. Di Pasquale dipinge con pennellate fluide le tute da sci e gli snowboard, le giacche a vento e i costumi da bagno, che diventano parte del paesaggio, di un gioco di colori; pochi colpi di pennello creano figure e gesti, evocano situazioni.

"In genere il mio lavoro parte da un'immagine fotografica, sulla quale, nel riportarla in pittura, attuo una sorta di sottrazione del paesaggio. Questa operazione diventa essa stessa pittura; rimane un'eco del questo paesaggio, una sorta di fantasma presente in maniera preponderante nei miei quadri. La tela bianca diventa lo scenario dove orbitano i personaggi, che colti nella banalità dei loro gesti quotidiani, sembrano intenti in una sorta di soliloquio cosmico; e allo stesso tempo sono i protagonisti di questo inesistente paesaggio, sono le persone che creano lo spazio.

Nei miei quadri la pittura nella sua assenza diventa silenzio, che allo stesso tempo puó essere un urlo perché è forte e più forte della stessa pittura. Il bianco è la somma di tutti colori, è luce e quindi rimanda a una componente metafisica, a un'idea d'infinito che ci stupisce ma allo stesso tempo ci spaventa; mentre la pittura nella sua presenza, delineando paesaggi e persone, accenna alla realtà e ci tranquillizza, ristabilisce un precario equilibrio che sembra rassicurarci."

Gianluca Di Pasquale è nato a Roma nel 1971. Vive e lavora a Milano.