Press release

CAROL RAMA
16 Febbraio - 29 Aprile 1994

Mercoledí 16 febbraio, alle ore 18.30, presso Monica De Cardenas, Via Viganó 4, a Milano

si inaugura una retrospettiva di opere selezionate di Carol Rama. A nove anni dall' antologica

al Sagrato del Duomo a Milano, e dopo la recente partecipazione alla Biennale di Venezia, la mostra vuole documentare le diverse fasi del percorso artistico di questa grande pittrice italiana, che nel suo lavoro ha saputo anticipare di decenni le riflessioni sul corpo e sui sensi divenute cosí attuali negli anni '90. (Orario: da martedí a venerdí ore 15 -19 e sabato su appuntamento. Fino al 29 aprile.)

Nata a Torino nel 1918, Carol Rama già negli anni '30 e '40 sviluppa un linguaggio artistico estremamante personale ed affronta con grande coraggio i temi scottanti del desiderio e della sessualità femminile; crea le immagini chiave della sua arte che, crude e soavi al contempo, sono in grande anticipo sui tempi e suscitano scandalo e incomprensione tra i suoi coetanei. Sono acquarelli delicati che ritraggono ossessivamente oggetti legati al corpo ed alle sue funzioni (pissoirs, scarpe femminili, dentiere, protesi, pennelli e lamette da barba), o parti del corpo stesso, o ancora struggenti ritratti di donne mutilate, legate al letto o alla sedie a rotelle. Forse solamente oggi, negli anni '90, dopo decenni di riflessione psicologica, ed alla luce del lavoro di artiste giovani che affrontano gli stessi temi, queste immagini essenziali possono essere comprese interamente nella loro portata rivelatoria del mondo tabuizzato delle angosce e del piacere femminile.

Negli anni '50 Carol Rama si avvicina al linguaggio dell' astrazione geometrica ed aderisce al gruppo del MAC (Movimento Arte Concreta). Naturalmente l'artista torinese ne dà un' inter-pretazione personalissima e riesce a trasmettere alle forme geometriche una carica psichica, di vibrazione e fluttuazione, come di diagrammi che rappresentano stati mentali.

Negli anni '60 Carol Rama dà una nuova impennata sperimentale al suo lavoro. Le forme diventano macchie di colore e a volte scrittura, con formule nucleari e nomi di fisici. Nei quadri come nei disegni (i cosiddetti "bricolages"), appaiono materiali diversi, frammenti di realtà che si uniscono alla pittura e a strati di colla trasparente: riccioli e piccole sfere di metallo, unghie animali o occhi di ceramica che si raggruppano come cellule e contemporaneamente ci guardano dal quadro. E' una matericità sensuale: la tela o la carta respira come una pelle ferita, con le sue secrezioni e suppurazioni, vitale e sofferente.

Negli anni '70 le sperimentazioni continuano sotto veste diversa e con materiali nuovi.

Al posto della tela Carol Rama utilizza capotes di automobili e la materia pittorica scompare completamente. Il colore viene dato esclusivamente dai materiali: copertoni d'auto, cuoio e cascate di gomme di bicicletta, spesso evocative di parti organiche e fisiche.

A partire dagli anni '80 Carol Rama torna alla pittura con una figurazione che riprende i temi

a lei cari della sessualità e del rapporto col corpo, con grande freschezza e rinnovata libertà. Come supporto utilizza mappe del catasto e progetti architettonici, che danno uno sfondo strutturato e razionale alle figure umane, agli animali, agli angeli, ai demoni ed ai loro travagli.

L'opera di Carol Rama, provocatoria, audace e sperimentale, é oggi di grande attualità e stimola riflessioni su tematiche da sempre controverse. La retrospettiva aiuta a verificare se siamo pronti, oggi, a intendere i suoi messaggi.