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Press release

BORN THIS WAY
Bogdan Bogdanovic / Aleksandra Domanovi
c / Oliver Laric / Won Sye Bong
16 May-26 July 2013

We are pleased to announce the exhibition BORN THIS WAY, concocted by artists Oliver Laric and Aleksandra Domanovic, creators of the famous blog VVork.com. Each of the two artists has chosen to invite an other artist: Domanovic invited Bogdan Bogdanovic, architect and sculptor of former Yugoslavia;Oliver Laric invited Won Sye Bong from Mansudae Art Studio of Pyongyang in North Korea, the largest art studio in the world.

Bogdan Bogdanovic (* Belgrade 1922 - Vienna 2010) was a Yugoslavian architect and sculptor politically active first against fascism and then against Serbian nationalism. He was Mayor of Belgrade from 1982 to 1986, but from 1993 until 2010 he lived in exile in Vienna. Bogdanovic has designed and built some of the most important monuments of Yugoslavia, such as the memorial park of Dudik in Vukovar (1980) or the memorial of Jansenovac, built a few years ago in Croatia, for which he was awarded the Scarpa prize.

The title of Aleksandra Domanovic's (* Novi Sad, 1981) exhibition at Kunsthalle Basel in 2012 "From yu to me" describes an epochal change: in 2010, the internet top-level national domain of Yugoslavia ".yu" was deleted, while the new domain ".me" was created for Montenegro. "Yu" is now only a ghost, as the Republic that has dissolved and the monuments that credited its authority. The work of Domanovic analyzes the transformation of the public space of former Yugoslavia as it is represented in the media, but also in real space. In the series "Paper Stacks" she prints images of beaches - that have been turned into refugee camps - on the edges of stacked sheets of paper; the images are visible on the sides of these delicate stele made of thousands of sheets. In the video "19:30", from 2010-11, dozens of 1990s-era Yugoslav nightly news jingles, remixed by DJs into techno beats, set the tempo of a dual-channel video juxtaposing the original newscast intros with scenes of recent raves throughout the former republic. In the video "Turbo Sculpture" of 2012 she shows us the monuments made in recent years in the countries of the former Yugoslavia that portray Hollywood stars, such as Rocky, Bruce Lee, Johnny Depp, represented in the squares of the cities of the Balkans.

The artistic practice of Oliver Laric (* Innsbruck 1981) focuses on the productive potential of the copy, the bootleg, the remix, and examines their role in the formation of both historic and contemporary image cultures. This process is intimately linked to his ability to create videos and animations made of appropriated and revised images, as well as densely layered and conceptually complex objects and sculptures, that often make use of recondite, technologically sophisticated methods of fabrication. At the turn of the past and the present, between the true and the false, between the original and its subsequent reconfiguration, Laric analyzes categories and boundaries in a way that calls into question the very existence.

Won Sye Bong (* Pyongyang, 1979) is an artist of the Mansudae Art Studio in Pyongyang in North Korea. With a labor force of about 4000 people, of which 1000 are artists, and an area of over 120,000 square meters, Mansudae is the largest art production center in the world. Divided into 13 creative groups, seven manufacturing plants and more than 50 supply departments, the artistic works range from oil paintings to sculptures in bronze and stone, from Korean paintings in ink to ceramics, from woodcuts to embroidery, from jewel paintings (made with precious and semiprecious stones reduced to powder) to charcoal drawings and much more. The Mansudae Art Studio is not a sort of chain factory, like some Chinese or in other Oriental centers, nor a school, but a high quality production center. The vast majority of the most important works of art of the country have been created by Mansudae Studio artists. Almost all are graduates from Pyongyang University.

BORN THIS WAY
Bogdan Bogdanovi
c / Aleksandra Domanovic / Oliver Laric / Won Sye Bong
16 maggio - 26  luglio 2013

Siamo felici di annunciare la mostra BORN THIS WAY, ideata dagli artisti Oliver Laric ed Aleksandra Domanovic, creatori del celebre blog VVork.com. Ciascuno dei due artisti ha scelto di invitarne un altro: Domanovic ha invitato Bogdan Bogdanovic, scultore architetto dell'ex-Jugoslavia, mentre Oliver Laric ha invitato  Wong Sye Bong dello studio Mansudae di Pyongyang in Corea del Nord, il più grande studio artistico del mondo.

Bogdan Bogdanovic (*Belgrado 1922 - Vienna 2010) è stato un architetto e scultore jugoslavo, attivo politicamente prima contro il fascismo e poi contro il nazionalismo serbo, sindaco di Belgrado dal 1982 al 1986, dal 1993 ha vissuto in esilio a Vienna. Bogdanovic ha progettato e realizzato alcuni tra i più importanti monumenti della storia jugoslava, come il parco memoriale Dudik a Vukovar (1980) o il memoriale di Jansenovac, realizzato pochi anni fa in Croazia, per il quale ha ricevuto il Premio Scarpa. In mostra presenteremo il progetto per uno di questi monumenti.

Il titolo della mostra di Aleksandra Domanovic (*Novi Sad 1981) alla Kunsthalle di Basilea nel 2012 "From yu to me" descrive in forma concisa un cambiamento epocale: nel 2010 il dominio internet della Iugoslavia ".yu" è stato cancellato, mentre è stato creato ".me", dominio del Montenegro indipendente. Negato e cancellato, ".yu" è ormai solo un fantasma, come la dissolta repubblica e i monumenti che hanno accreditato la sua autorità. Il lavoro di Domanovic analizza le trasformazioni dello spazio pubblico dell'Ex-Jugoslavia come viene rappresentata nei mezzi di comunicazione, ma anche nello spazio reale, architettonico e monumentale.  Nella serie "Paper Stacks" stampa le immagini di spiagge o luoghi di vacanze trasformati in campi di profughi sui bordi di fogli di carta impilati: le immagini sono visibili sui lati di queste delicate stele fatte di migliaia di fogli di carta. Nel video "19.30" del 2010-11 Domanovic fonde le sigle dei telegiornali delle neo-repubbliche slave in immagini e musiche techno. I rave riescono a riunire i giovani separati dalle guerre. Nel video "Turbo Sculpture" del 2012 ci mostra i monumenti realizzati negli ultimi anni nei paesi della ex-Jugoslavia che ritraggono le star di Hollywood, come per esempio Rocky, Bruce Lee, Johnny Depp, rappresentati sulle piazze delle città dei Balcani.

La pratica artistica di Oliver Laric (*Innsbruck 1981) si focalizza sul potenziale produttivo della copia, del bootleg e del remix, e ne esamina il ruolo nella formazione dei sistemi d'immagini, sia storiche che contemporanee. Questo processo è intimamente legato alla sua abilità nel creare video ed animazioni composte da immagini appropriate e rielaborate, come pure sculture e oggetti densamente e concettualmente stratificati. A cavallo tra il passato e il presente, tra l'autentico e il falso, tra l'originale e le sue successive riconfigurazioni, Laric analizza categorie e confini in un modo che ne mette in discussione le fondamenta stesse.

Won Sye Bong (*Pyongyang 1979) è un artista del Mansudae Art Studio di Pyongyang. Con una forza lavoro di circa 4000 persone, di cui 1000 sono artisti, e una superficie di oltre 120.000 metri quadrati, il Mansudae Art Studio è probabilmente il più grande centro di produzione d'arte del mondo. E' suddiviso in 13 gruppi creativi, sette impianti di produzione e più di 50 dipartimenti di approvvigionamento. Le opere realizzate vanno dai dipinti ad olio alle sculture in bronzo e in pietra, dai dipinti coreani in inchiostro su carta alle ceramiche, dalle xilografie ai ricami, e molto di più. Il Mansudae Art Studio non è una sorta di fabbrica di produzione a catena, come alcuni altri centri in Cina o in altri paesi orientali, né una scuola, ma un centro di produzione d'arte di qualità. La stragrande maggioranza delle grandi opere d'arte del paese sono state realizzate da artisti Mansudae Art Studio. L'età degli artisti va dai 25 ai 60 anni e quasi tutti sono laureati alla Pyongyang University.

Mostre recenti selezionate: Detours of the Imaginary, Palais de Tokyo, Paris (2012); The Imaginary Museum, Kunstverein München (2012), Art Statement in Basel (2012); In Other Words, NGBK, Berlin (2012), Lilliput, High Line, New York (2012); Frieze New York (2012); Kopienkritik, Skulpturhalle Basel (2011); You don't love me anymore, Westfälischer Kunstverein, Münster (2011); Memery, Mass MoCA, (2011); Unmonumental, New Museum, New York (2008).

Texts

Aleksandra Domanovic