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Press release

ANNE CHU
15 March - 5 May 2007

The work of Anne Chu draws its inspiration for a wide range of artistic and historical sources, from cultural archetypes she transforms and reinvents, always using the materials in an experimental, surprising way.

In this exhibition shows a new cycle of sculptures and monotypes. Some of the sculptures are ceramics: they are free representations of landscapes, with references to the mountains and Scholar's Rocks of the Chinese tradition. Balanced between the figurative and the abstract, these sculptures are strangely elusive, as if the material from which they are made were in continuous transformation. Other sculptures are in silk thread and fabric, and represent birds; the surfaces are embroidered using a computerized system that makes the colors of the plumage iridescent.

The sculptures are accompanied by monotypes on Chinese paper: unique prints from prepared plates, painted and drawn directly with ink, without etching or engraving. Anne Chu loves this technique "for the intensity of the color and the possibility to make wide areas of varied intensity (such as washes, pours, or solid color)". These beautiful works on paper represent and combine rocks and birds. As a whole, the exhibition references the tradition of the Chinese garden, but also Ottoman and Arabic gardens, as well as those coming from the European tradition as seen in medieval miniatures and in "mille fleurs" tapestries and carpets.

Anne Chu mines the history of figuration across cultures and eras to create sculptures that evoke ritual, storytelling, and mythology. Her wide-ranging sources are employed more for their capacity to trigger the imagination than for their particular references. Chu carefully arranges her figures in groupings, achieving the overall effect of a timeless, placeless field of players primed to perform some enchanted narrative.

Her work is underpinned by a sophisticated and highly conceptual approach to form, content and color. Renowned for her ability to work with a variety media, in her practice Chu integrates wood, bronze, ceramic, resin and fabric in such a way that one medium is animated by another. Textiles take on the appearance of carvings; sculptures become painted canvases. She draws inspiration from wide-ranging sources, which although at times historically specific, are employed less for their iconographic meaning and more for the subject's potential for unraveling broader artistic ideas. These new sculptures instigate a dynamic dissonance with regards to how we look at and understand two - and three - dimensional works.

Anne Chu lives and works in New York and is represented by the galleries 303 in New York, Donald Young in Chicago and Victoria Miro in London. In recent years her works have been shown in different museums, including the Cleveland Center for Contemporary Art, Ohio, the Dallas Museum of Art, Texas, in 1998, and the Museum of Contemporary Art of Miami, Florida in 2005; in 2004 she participated in the "Carnegie International" in Pittsburgh. Her works are included in the collections of leading American museums, including MoCA Los Angeles and MoMA New York, and in some major European private collections, such as that of Charles Saatchi.

ANNE CHU
15 Marzo - 5 Maggio 2007

Siamo felici di annunciare la mostra dell'artista americana di origine cinese Anne Chu.Il lavoro di Anne Chu trae ispirazione da fonti artistiche e storiche diverse, da archetipi culturali che trasforma e reinventa utilizzando i materiali in modo sempre sperimentale e sorprendente.In questa mostra presenta un nuovo ciclo di sculture e monotipi. Alcune sculture sono in ceramica e rappresentano liberamente dei paesaggi, facendo riferimento alle montagne e alle rocce dei saggi cinesi. Sospese tra il simbolo arcaico e la cultura popolare, tra figurazione e astrazione, queste sculture sono stranamente elusive, come se la materia di cui sono fatte fosse in continua trasformazione, mettendo in questione il nostro rapporto con l'arte e la storia. Altre sculture sono in stoffa e filo di seta e rappresentano degli uccelli; le superfici sono ricamate tramite un sistema computerizzato che riesce a rendere i colori iridescenti del piumaggio. Le sculture sono accompagnate da monotipi su carta cinese: stampe uniche da lastre precedentemente preparate, dipinte e disegnate con inchiostri, senza incidere o scavare le matrici. Anne Chu ama utilizzare questa tecnica per la ricchezza e la matericità del colore e delle sfumature. Queste bellissime opere su carta rappresentano e riuniscono rocce ed uccelli. La mostra nel suo insieme si rifà alla tradizione del giardino cinese, ma anche al giardino turco e arabo da mille e una notte, come a quello della tradizione europea delle miniature medioevali e dei mille fleurs di arazzi e tappeti.

Il lavoro di Anne Chu si basa sull'utilizzo di diverse tecniche espressive in funzione di un risultato che unisce tradizione e sperimentazione. Il suo approccio ai materiali è molto concettuale e sofisticato. Grazie alla sua abilità nel lavorare con svariati media (legno, bronzo, ceramica, tessuto, ecc.) le sue opere risultano integre e coerenti nonostante le molteplici influenze. I soggetti che ricorrono nel suo lavoro traggono ispirazione dalla storia e dalle tradizioni orientali ed occidentali. Per lei è importante prelevare diversi elementi privandoli del loro significato iconografico originario, trasformandoli in un nuovo linguaggio. La continua ricerca di superare i limiti formali della materia è testimoniata dall'alternanza di figurazione e astrazione, densità e leggerezza, una tensione continua verso nuove possibilità espressive.Anne Chu vive e lavora a New York e viene rappresentata dalle gallerie 303 di New York, Donald Young di Chicago e Victoria Miro di Londra. Nel corso degli ultimi anni le sue opere sono state presentate anche in diversi musei, tra cui il Clevleland Center for Contemporary Art, Ohio, il Dallas Museum of Art, Texas nel 1998 e al Museum of Contemporary Art di Miami, Florida nel 2005; inoltre nel 2004 ha partecipata al "Carnegie International" a Pittsburgh, importante mostra quinquennale americana. Le sue opere si trovano nelle collezioni di importanti musei americani, tra cui il Moca di Los Angeles e il Moma di New York, e in alcune grandi collezioni private europee, come per esempio quella di Charles Saatchi.

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Anne Chu