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Press release

CRAIGIE HORSFIELD
10 September - 19 December 2015

We are delighted to announce an exhibition by Craigie Horsfield in our Lugano venue, where we will show a selection of works from the 1970’s until today, including the monumental photograph “Hungarians” made in Poland 1973.

The British artist is known for the extraordinary black and white photographs of large dimensions and great intensity and for the film "El Hierro Conversation" shown at Documenta 11 and the Whitney Biennial 2004 in New York. Since 2003 he is making color photographs and printing them with the new technique called dry print: modified ink-jet prints, in this case printed on Arches paper.

The images made by Craigie Horsfield are always the result of a special relationship between the author and the people or places photographed, where the iconography and   history of art are present as a condition of the gaze rather than as a quotation. In Horsfield’s works there is a stillness made of infinite and imperceptible movements and restrained gestures. There is a long and concentrated time, a time capsule that contains it all. There's the waiting. Horsfield captures his subjects and their presence in time, their history as it is inscribed in their traits, but without a narrative, with an absolute rigor in layout and composition. There is the structure of almost monumental historical painting, but also the suspension of an infinite present: in this Horsfield is classical and contemporary at the same time. It is as if his portraits - realized with zenithal light and neutral background - of real every day people, caught the icon, the matrix: it is the transition from the real to the imaginary, from the particular to the universal. The captions that refer names, places and dates are part of the narrative, of the experience that marks the transition. The identity and the uniqueness of the individual in history are rendered in the image when the subject is in relation with himself and the others. For this reason the unique print of his photographs is not just a technical specification, but a meaningful thought: it reflects the uniqueness and also the inevitability of the experience.

Born in Cambridge, UK in 1949, Craigie Horsfield studied at St. Martin’s School in London from 1967 to 1971. He was among the first young artists to change over to photography, sensing the potential of representation not only of reality, but also of emotions. In keeping with his Socialist convictions, he lived in Cracow, Poland, from 1972 to 1979. During this period he created photographs that underlined the role of the individual in the history and culture of a place; the present was perceived as a moment that lasts in time, that contains both past and future. After his return to London in 1980, Horsfield started to print these photographs in large size. The historic exhibition "Another Objectivity" (Paris, 1989) that also included Jeff Wall, Thomas Struth, Robert Adams, Bernd and Hilla Becher, gave him the first recognition and was followed by many exhibitions around the world.

Since the 1990’s Horsfield has worked mostly on large social projects about certain cities or places, among the others: Barcelona: la Ciutat de la Gent (1993 – 95), The Rotterdam Conversation (1997 – 98) and the most recent Madrid Conversation (2006 - 07) and Napoli Conversation (2008).

In the last years Craigie Horsfield’s works have been exhibited in a travelling retrospective at the Museum Jeu de Paume in Paris and the Foundation Gulbenkian in Lisbon; in 2012 he had an important solo show at Kunsthalle Basel where he presented his recent photographs in the form of monumental tapestries; in the same year he participated in the Biennale of Sydney and exhibited in group shows at MoMA in San Francisco, the National Gallery in London and the Art Museum of Lugano.

CRAIGIE HORSFIELD
10 settembre - 19 dicembre 2015

Siamo felici di annunciare una mostra dell’artista fotografo inglese Craigie Horsfield negli spazi della galleria di Lugano. Mostreremo una selezione di opere dagli anni settanta fino ad oggi, tra le quali la monumentale fotografia “Hungarians” del 1973.

L’artista inglese è conosciuto soprattutto per le straordinarie fotografie in bianco e nero di grandi dimensioni e intensità, e per il film “El Hierro Conversation” mostrato a Documenta 11 e alla Whitney Biennal del 2004 a New York. Dal 2003 ha cominciato ad utilizzare la fotografia a colori, stampando le sue fotografie con la nuova tecnica dry print. Dry prints sono stampe a getto d’inchiostro modificate, in questo caso realizzate su carta da disegno.

Le immagini di Craigie Horsfield sono sempre il frutto di una speciale relazione tra l’autore e le persone ed i luoghi ritratti, in cui l’iconografia e la storia dell’arte si ritrovano non tanto come citazione, ma come presupposto dello sguardo. C’è nel lavoro di Horsfield, e nei suoi ritratti, un’immobilità fatta di movimenti infiniti e impercettibili, un gesto trattenuto, interiore. C’è un tempo lungo ma concentrato, una capsula di tempo che lo contiene tutto. E c’è l’attesa. Horsfield fissa non narra, c’è un rigore assoluto nell’impaginazione del ritratto. C’è l’impianto della grande pittura quasi monumentale, ma anche la sospensione di un presente infinito, un presente per sempre; in questo è definitivamente classico ma contemporaneo. E’ come se nei volti veri, quotidiani avesse colto con il ritratto – realizzato con luce zenitale e naturale e sfondo neutro - l’icona, la matrice: è questo in fondo il passaggio dal reale all’immaginario, dal particolare all’universale. Le didascalie che riportano nomi, luoghi, date appartengono al racconto, sono parte dell’esperienza che contrassegna il passaggio. L’identità e l’unicità dell’individuo nel divenire della storia sono colti nell’istantanea che da senso al tutto, quando il soggetto è in relazione con se stesso e con gli altri. Per questo l’unique print che contrassegna la copia unica del suo lavoro non è solo una specificazione tecnica ma un pensiero: riflette l’unicità e anche l’ineluttabilità dell’esperienza.

Nato a Cambridge in Gran Bretagna nel 1949, Craigie Horsfield studia alla St.Martin’s School di Londra dal 1967 al 1971. E’ tra i primi giovani artisti a passare alla fotografia, intuendone le grandi potenzialità di rappresentazione non solo del reale, ma anche delle emozioni. Seguendo le sue convinzioni socialiste dal 1972 al 1979 vive a Cracovia in Polonia. In questo periodo realizza fotografie che sottolineano il ruolo dell’individuo nella storia e nella cultura di un luogo; il presente viene visto come momento che dura nel tempo, che contiene passato e futuro. Stampa in grande formato solo più tardi, dopo essere rientrato a Londra nel 1980. I primi riconoscimenti gli vengono riservati con la storica mostra “Un’altra oggettività” (Parigi, 1989) alla quale partecipano anche Jeff Wall, Thomas Struth, Robert Adams, Bernd e Hilla Becher, alla quale seguono esposizioni personali in tutto il mondo.

Dagli anni novanta realizza progetti dedicati a singoli luoghi, tra i quali Barcelona: la Ciutat de la Gent (1993-95), The Rotterdam Conversation (1997-98) e i più recenti  Madrid Conversation (2006-07) e Napoli Conversation (2008).

Negli ultimi anni le opere di Horsfield sono state mostrate in una retrospettiva itinerante nei musei Jeu de Paume di Parigi, alla Fondazione Gulbenkian di Lisbona nel 2006, al MCA di Sydney nel 2007; nel 2012 in un’importante mostra personale alla Kunsthalle di Basilea ha presentato le sue recenti fotografie sotto forma di monumentali arazzi, nello stesso anno ha partecipato alla Biennale di Sydney ed esposto in collettive al Moma di S. Francisco, alla National Gallery di Londra e al Museo D’Arte di Lugano.

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Craigie Horsfield